Nicola Pisano e Giovanni Pisano scultori e architetti

Il pulpito del Battistero, il pulpito della Cattedrale e la rinascita della scultura in Italia

Nicola Pisano (de Apulia) (1210 ca. – 1284 ca.) ed il figlio Giovanni Pisano (1248 ca. – 1315 ca.) sono stati scultori e architetti fondamentali per la storia dell’arte italiana, i più importanti maestri del XIII secolo.

Nicola Pisano - Pulpito del Battistero 1255-1260
Nicola Pisano – Pulpito del Battistero 1255-1260

Nicola Pisano e la riscoperta della plasticità e del naturalismo della scultura classica greco-romana

Al primo, Nicola, proveniente dall’ambiente della corte di Federico di Svevia (“de Apulia” indica il Regno di Sicilia all’epoca, “Pisano” indica la cittadinanza e attività professionale), si deve la riscoperta della plasticità e del naturalismo della scultura classica greco-romana. A Pisa infatti può osservare le innumerevoli vestigia classiche greco-romane raccolte dalla Repubblica Marinara in giro per il Mediterraneo – al tempo disposte intorno alla Cattedrale ed oggi esposte nel Camposanto Monumentale. Nicola osserva e prende a modello la scultura classica – quali ad esempio il Sarcofago di Ippolito e Fedra (reimpiegato come sepoltura di Beatrice di Canossa) ed il cratere neoattico cd. “Vaso del Talento”, riutilizzandone le pose ed i modelli nelle sue sculture.

Sono a lui attribuite molte architetture importanti, a Pisa e in altre città (il secondo ordine del Battistero di Pisa, il progetto iniziale della chiesa Santa Maria Novella di Firenze, il campanile di San Nicola a Pisa, la chiesa di Santa Trinita a Firenze, il Castello dell’Imperatore a Prato, la Fontana Maggiore di Perugia), ma il suo capolavoro firmato e datato è il Pulpito del Battistero di Pisa (1255-1260), che divenne un modello poi replicato da lui stesso a Siena (1265-1268) e dal figlio Giovanni a Pistoia (1297-1301) e di nuovo a Pisa in Cattedrale (1301-1310).

Giovanni Pisano - Pulpito della Cattedrale 1301-1310
Giovanni Pisano – Pulpito della Cattedrale 1301-1310

Giovanni Pisano e la nuova sensibilità moderna: dinamismo ed espressionismo

Il figlio Giovanni proseguì l’opera del padre ma ne modificò radicalmente lo stile: influenzato dal dinamismo gotico d’oltralpe portò nella sua scultura dinamismo, movimento, espressionismo e pathos. La scultura deve commuovere, tutto è concitato, vorticoso. Le figure si allungano, i volti esprimono sentimenti, i volumi e le forme architettoniche diventano più complessi.

A Pisa è oggi ancora possibile fare un confronto eccezionale ed immediato tra il pulpito di Nicola nel Battistero, classico e temperato, ed il pulpito di Giovanni, nella vicina Cattedrale (1301-1310): quest’ultimo è  architettonicamente molto più complesso ed articolato (quasi “barocco” 300 anni prima), le sue sculture più affollate e dinamiche. Quest’opera, capolavoro dell’artista e massima espressione della scultura gotica italiana, in realtà all’epoca suscito molte polemiche, proprio a causa della suo stile troppo “moderno” che rompeva con l’equilibrio classico a cui i pisani erano abituati. Sappiamo del risentimento di Giovanni perché lui stesso vi scolpì – in una lunga iscrizione narrata in prima persona – la propria insofferenza alle critiche e l’affermazione del proprio genio: per la prima volta nella storia dell’arte italiana l’artista cessa di essere un artigiano anonimo e rivendica invece la propria superiorità intelletuale.

Circuit hic amnes mundi partesque Iohannes,
plurima temptando, gratis discenda parando,
queque labore gravi. Nunc clamat: «Non bene cavi:
dum plus monstravi plus hostica damna probavi.
Corde sed ignavi, penam fero mente suavi».
Ut sibi livorem tollam mitigemque dolorem,
et decus implorem, versibus adde rorem:
«Se probat indignum reprobans diademate dignum;
sic, hunc quem reprobat, se reprobando probat»

Il pulpito di Nicola Pisano nel Battistero (1255-1260, a sinistra) ed il pulpito di Giovanni Pisano in Cattedrale (1301-1310, a destra) a confronto: assieme – dettaglio delle statue di Ercole – dettaglio dei pannelli con la Crocifissione
Il pulpito di Nicola Pisano nel Battistero (1255-1260, a sinistra) ed il pulpito di Giovanni Pisano in Cattedrale (1301-1310, a destra) a confronto: assieme – dettaglio delle statue di Ercole – dettaglio dei pannelli con la Crocifissione

Oltre al pulpito, Giovanni a Pisa lavorò nelle decorazioni del Battistero, della Cattedrale, nel Camposanto Monumentale, nonchè costruì il faro del porto (Livorno). Fu poi a Siena (facciata del Duomo e pulpito insieme al padre), Pistoia (pulpito di Sant’Andrea), Padova (cappella degli Scrovegni), Perugia (Fontana Maggiore insieme al padre), Genova (Monumento a Margherita di Brabante).

Giovanni Pisano fu un grandissimo innovatore del linguaggio scultoreo ed architettonico, tanto che il grande scultore inglese Henry Moore (1898-1986) lo ha definito “the first modern sculptor”.

Dal Tower Parking alle Opere di Giovanni e Nicola Pisano

A Pisa è possibile confrontare dal vivo le opere di questi due grandi scultori del medioevo italiano facendo una gradevole passeggiata nella Piazza dei Miracoli, 5 minuti a piedi dal parcheggio Tower Parking. Perché Pisa è molto di più della Torre Pendente!

Dal parcheggio Tower Parking alle opere di Nicola e Giovanni Pisano
Dal parcheggio Tower Parking alle opere di Nicola e Giovanni Pisano

 

1 commento su “Nicola Pisano e Giovanni Pisano scultori e architetti”

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