XIV Secolo: La diaspora degli artisti pisani dopo la sconfitta della Meloria e l’arrivo degli artisti senesi e fiorentini
Pisa città di artisti e la rinascita dell’Arte in Italia: la città, pur avviatasi verso un lungo declino politico dopo la sconfitta della Meloria contro Genova (1284), vive un’ultima stagione di splendore artistico straordinario: gli artisti della sua scuola iniziano inoltre a cercare altre opportunità anche nel resto d’Italia e del Mediterraneo, portando in questo modo lo stile “pisano” nel mondo di allora (Barcellona, Venezia, Padova, Milano, Genova, Firenze, Orvieto, Napoli etc..). Contemporaneamente, il primato artistico passa alle altre due grandi città toscane, Firenze e Siena.
Fine XIII secolo – inizi XIV la rivoluzione di Giotto e di Andrea Pisano
Giotto di Bondone (ca. 1267 – 1337): Pittore fiorentino. Figura fondamentale dell’arte italiana, rivoluzionò la pittura partendo dalle innovazioni di Giunta Pisano e di Cimabue rese la pittura italiana compiutamente moderna e definitivamente affrancata dai rigidi modelli di derivazione bizantina precedenti. Citato da Dante nel Purgatorio “Credette Cimabue ne la pittura / tener lo campo, e ora ha Giotto il grido, / sì che la fama di colui è scura” a Pisa realizzò un polittico per l’altare della chiesa di San francesco (oggi disperso) e soprattutto il suo capolavoro San Francesco che riceve le Stigmate (1295-1300ca., opera trafugata da Napoleone, oggi al Louvre).
Tino di Camaino (ca. 1280 – 1337): Scultore senese. Allievo di Giovanni Pisano, realizzò a Pisa il Monumento funebre dell’imperatore Enrico/Arrigo VII (“L’alto Arrigo” cantato da Dante), sepolto nel Duomo pisano. Per la prima volta un sovrano viene rappresentato circondato dai suoi consiglieri. Va poi a Siena, Firenze e Napoli, dove si lega alla corte di Roberto D’Angiò.
Simone Martini (ca. 1284 – 1344): Pittore senese. Principale rivale stilistico della scuola giottesca, punta sullì’eleganza, l’uso magistrale dell’oro e la raffinatezza cromatica. A Pisa realizza il Polittico della chiesa domenicana di Santa Caterina. Opera a Siena, Napoli, Firenze, Avignone.
Andrea Pisano (ca. 1290 – 1348): Scultore, Fonditore e Architetto. Nato a Pontedera (Pisa), fu il grande innovatore della scultura trecentesca, riuscendo a tradurre in scultura la rivoluzione spaziale e narrativa che Giotto stava compiendo in pittura. I suoi lavori principali furono a Firenze, dove realizzò la porta sud del Battistero di Firenze (dove introdusse la lavorazione monumentale del bronzo di tradizione pisana) ed il campanile cosidetto di Giotto (il campanile della Cattedrale di Firenze fu iniziato da Giotto, proseguito con importanti modifiche da Andrea Pisano e terminato da Francesco Talenti). Rientrato a Pisa, fu Direttore dei lavori del Duomo di Pisa e del Battistero nel 1347, e lasciò sculture pregevoli insieme al figlio Nino. Morì ad Orvieto dove era stato chiamato a dirigere la fabbrica del Duomo.
Lupo di Francesco (Attivo 1315 – 1336): Scultore e Architetto. Capomastro del Duomo dopo Giovanni Pisano. A Pisa realizzò il monumento alla famiglia Gherardesca nella chiesa di San Francesco e la decorazione della preziosa chiesa della Spina su Lungarno. Andò poi a Barcellona dove realizzò il sepolcro della Santa Eulalia nella Cattedrale.
XIV secolo: gli ultimi grandi artisti prima della conquista fiorentina
Buonamico Buffalmacco (Attivo 1315 – 1341): Pittore fiorentino. Per secoli considerato un personaggio quasi leggendario grazie alle novelle di Boccaccio di cui era amico, è autore del ciclo di affreschi più celebre del medioevo pisano: Trionfo della Morte, Giudizio Universale, Inferno, Tebaide nel Camposanto Monumentale.
Francesco Traini (Attivo 1321 – 1345): Pittore. Principale esponente della pittura pisana del Trecento; Autore di numerosi polittici in città (Polittico di San Domenico al museo di San Matteo) e dei disegni delle vetrate della chiesa di San Francesco; gli è attribuito il Trionfo di San Tommaso d’Aquino in Santa Caterina a Pisa (da altri attribuito invece al senese Lippo Memmi).
Giovanni di Balduccio (attivo ca. 1318 – 1349): Scultore. Allievo di Giovanni Pisano, esporta lo stile pisano fuori dalla Toscana, in particolare a Milano. Mostra uno stile che è una sintesi tra il vigore del suo maestro e la nuova eleganza trecentesca.
Taddeo Gaddi (ca. 1300 – 1366): Pittore fiorentino. Principale allievo e collaboratore di Giotto, porta la sperimentazione sulla luce e sullo spazio a nuovi livelli di complessità. A Pisa, insieme al figlio Agnolo, affresca l’interno della chiesa di San Francesco (affreschi in gran parte perduti, salvo porzioni in fase di restauro ed una porzione rappresentante la Madonna staccata e conservata al museo di San Matteo e.. firmata da Pablo Picasso quando nel 1917 visitò la chiesa)
Nino Pisano (ca. 1315 – 1368): Scultore, Orafo e Architetto. Figlio di Andrea, celebre per le sue “Madonne col Bambino”. Ultimo grande esponente della “dinastia artistica” dei “Pisano” riuscì a portare a compimento la rivoluzione umanistica del padre, dando alle sue sculture una grazia ed una dolcezza espressiva nuove che preludono al Rinascimento. Sua la straordinaria Madonna del Latte (oggi al Museo Nazionale di San Matteo, un tempo all’interno della chiesa della Spina), monumenti funebri, Madonne, annunciazioni. In tarda età fu chiamato a Venezia dove realizzò il Monumento funebre del Doge Cornaro nella basilica dei santi Giovanni e Paolo.
Tommaso Pisano (ca. 1343 – 1372): Scultore e Architetto. Ultimo grande esponente della celebre dinastia di scultori e architetti che ha reso Pisa il centro del rinnovamento artistico italiano. Figlio di Andrea Pisano e fratello di Nino, la sua figura chiude idealmente il ciclo del Trecento pisano. A lui si deve il completamento della Torre di Pisa, iniziata da Bonanno, proseguita da Giovanni di Simone, conclusa da Tommaso Pisano che progettò e realizzò la cella campanaria sommitale nel 1350. Realizzò anche l’altare maggiore della chiesa diSan Francesco a Pisa.
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